NEW FUTURIST VENETIAN GLASS
C’è un nuovo linguaggio per il vetro veneziano che combina gesto, movimento e memoria
NEW FUTURIST VENETIAN GLASS rappresenta un'innovazione assoluta nel percorso del
designer Michele dal Bon, che per la prima volta espone in esclusiva una nuova collezione di
sculture cinetiche in vetro di Murano, in uno stile sperimentale capace di unire scultura,
movimento e racconto della città.
Protagoniste dell'esposizione sono due sculture cinetiche che raccontano personaggi
ed episodi di vita vissuta dal designer, entrambi profondamenti radicati nella
venezianità.
Queste opere non sono semplici oggetti artistici, ma esperienze dinamiche che invitano il
pubblico a interagire, modificando con un gesto la postura delle figure e partecipando così in
prima persona al racconto. Il vetro non è più soltanto materia da contemplare: diventa gesto,
storia, teatro e vita.
Presentato per la prima volta al pubblico, il progetto NEW FUTURIST VENETIAN GLASS
raccoglie opere uniche disegnate da Michele Dal Bon e realizzate in sinergia con la Vetreria
Nicola Moretti, dove la maestria artigianale incontra una ricerca estetica contemporanea
ispirata al dinamismo del Futurismo e alla poesia senza tempo della città di Venezia.
Le opere:
I Xemei
Do gondolieri in vero che i se move sora l’acqua, i voga come matti, no i sta mai fermi, no i
xe mai stanchi, i xe rossi, blu e bianchi…
Due gondolieri scorrono sull'acqua. Le loro figure si fondono con una poppa di gondola
stilizzata in vetro, attraversata dai colori della laguna e del Lido di Venezia. I corpi, mobili
grazie a un sistema di perni, riproducono il gesto della voga con sorprendente naturalezza: la
forza diventa eleganza, il movimento si trasforma in ritmo.
Le divise, costruite attraverso l'alternanza di canne in vetro della Vetreria Nicola Moretti, e i
cappelli con i caratteristici nastri svolazzanti restituiscono tutta la spontaneità di due figure
libere, vitali e profondamente veneziane.
L'opera rende omaggio ai leggendari Xemei – "gemelli" nel dialetto veneziano – Renato
"Manteina" e Lino "Meo", due gondolieri divenuti personaggi mitici nella Venezia degli anni Ottanta, protagonisti di una vita avventurosa e di racconti incredibili che ancora oggi
appartengono all'immaginario della città.
Custodi silenziosi della laguna e delle sue storie, i gondolieri incarnano il legame tra acqua,
memoria e identità. In questa scultura convivono l'immobilità del vetro e il fluire dell'acqua, la
fragilità della materia e l'eternità di Venezia: una città capace di riflettersi continuamente nel
proprio passato senza smettere di immaginare il proprio futuro.
Ferruccio & Jaki
Na vita insieme par baear, na storia d’Amor sensa tempo, dove l’Arte deventa movimento.
Un'altra opera racconta una storia d'amore autentica e straordinaria.
Negli anni Sessanta, sul palcoscenico del Royal Ballet, nasce l'incontro tra due étoile: Ferruccio
Berolo e Jaki Munro. Un amore vissuto tra tournée internazionali, successi artistici e una vita
condivisa dentro e fuori dal teatro.
Da vicino di casa, il designer Dal Bon ha raccolto negli anni i loro ricordi, custodendo il
patrimonio umano di quella relazione. Oggi Ferruccio non c'è più, mentre Jaki continua a
custodire il ricordo di quell'amore senza tempo.
Nel vetro di Murano, Ferruccio e Jaki tornano a danzare.
Le figure, realizzate in vetrofusione dai colori vibranti ispirati al primo Futurismo, prendono
vita grazie a passanti in ottone che rendono mobili parti delle sculture, permettendo ai
personaggi di assumere pose sempre diverse. Saltano, si equilibrano, sembrano librarsi nello
spazio in una danza sospesa tra leggerezza e vulnerabilità.
Il vetro, materiale fragile per eccellenza, diventa così metafora della memoria e dei
sentimenti: delicato, prezioso, sorprendentemente vivo.



